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SAN TOMMASO
Tommaso è uno degli Apostoli. Il suo nome, in aramaico, significa “gemello”. Sono ignoti luogo di nascita e mestiere.
Fa sentire la sua voce quando Gesù ritorna a Betania, dove è morto il suo amico Lazzaro. E’ qui che Tommaso, obbediente e pessimistica, afferma: "Andiamo anche noi a morire con lui". E’ sicuro che la cosa finirà male; tuttavia non abbandona Gesù… preferisce condividere la sua disgrazia, anche brontolando. Lui è ben altro che un seguace tiepido. Ma credere non gli è facile, e non vuol fingere che lo sia. Dice le sue difficoltà, si mostra com’è, ci somiglia, ci aiuta.
Lo vediamo ancora nell’ ultima Cena… Gesù sta per andare al Getsemani e dice che va a preparare per tutti un posto nella casa del Padre, soggiungendo: "E del luogo dove io vado voi conoscete la via". Obietta subito Tommaso, candido e confuso: "Signore, non sappiamo dove vai, e come possiamo conoscere la via?".
Gesù è risorto; è apparso ai discepoli, tra i quali non c’era Tommaso. E lui, sentendo parlare di risurrezione “solo da loro”, esige di toccare con mano. E’ a loro che parla, non a Gesù. E Gesù viene, otto giorni dopo, lo invita a “controllare”... Ed ecco che Tommaso, il pignolo, vola scattante ed entusiasta alla conclusione, chiamando Gesù: “Mio Signore e mio Dio!”, come nessuno finora aveva mai fatto. E quasi gli suggerisce quella promessa per tutti, in tutti i tempi: "Beati quelli che, pur non avendo visto, crederanno". Messaggio del 2 luglio 2008“Cari figli, con amore materno vi voglio stimolare all’amore verso il prossimo. Che mio Figlio sia la fonte di questo amore. Lui che poteva fare tutto con
la forza, ha scelto l’amore dando l’esempio a voi. Anche oggi Dio attraverso me vi trasmette l’immensa bontà, e voi figli miei, avete il dovere di rispondere ad esso. Con la stessa bontà e generosità comportatevi con le anime che incontrate. Che il vostro amore li converta. In questo modo mio Figlio e il suo amore risorgerà in voi”.
La Madonna ha aggiunto: “I vostri Pastori devono essere nei vostri cuori e nelle vostre preghiere”.
Novena a San Benedetto Abate
O Dio, vieni a salvarmi; Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo Come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.
O glorioso Patriarca San Benedetto, tu che nei primi anni della giovinezza, abbandonando onori e ricchezze, ti ritirasti in una solitaria grotta per servire il Signore, ti preghiamo di ottenere anche a noi la grazia di distaccarci dalle cose vane di questo mondo e di tendere alla nostra santificazione osservando fedelmente i divini comandamenti. Sollennità di San Pietro e San Paolo
LE PRIMIZIE DELLA FEDE CRISTIANA In questa domenica la Chiesa ci fa celebrare due santi in una volta sola:
San Pietro e San Paolo.
Sono due grandissimi santi,
due persone che hanno accompagnato i primi passi della Chiesa appena nata,
due uomini che hanno dedicato la loro vita al Vangelo, perché tutti gli uomini potessero conoscere Gesù,
potessero incontrare l'amore del Padre e vivere nella gioia! Pietro è il primo Papa,
è l'apostolo a cui Gesù affida gli altri Undici e i primi credenti.
Paolo è l'apostolo che ha viaggiato per tutti i Paesi conosciuti a quel tempo, per annunciare ovunque la Bella Notizia. Di Pietro sappiamo, per cominciare, che si chiamava Simone ed è stato Gesù a cambiargli il nome, quando gli ha affidato la Chiesa.
Simone ha conosciuto Gesù quando era già grande, un uomo adulto, sposato, e impegnato ogni giorno nel suo lavoro di pescatore.
Non aveva studiato né viaggiato: la sua vita, fino all'incontro con il Rabbi di Nazareth, era stata tranquilla, lì a Cafarnao, la città sul lago.
Una vita forse un pochino faticosa, con le notti passate fuori per pescare, la barca da pulire ogni giorno, le reti da tenere in ordine.
Poi, suo fratello Andrea, che andava spesso ad ascoltare Giovanni Battista, ha conosciuto Gesù, e continuava a ripetere, pieno di gioia, a Simone:
"Abbiamo trovato il Messia!" È Gesù che va a trovarlo sulle rive del lago, una mattina come tante: c'è tanta folla e il Rabbi chiede al pescatore di poter salire sulla sua barca per parlare alla gente.
Simone accetta, e intanto ascolta le parole del Maestro, mentre rammenda le reti.
Per ricompensarlo della sua disponibilità, Gesù invita Simone a prendere il largo e a gettare le reti.
Ormai è giorno fatto, di solito non si pesca nulla a quell'ora, ma Pietro si fida e insieme ai suoi compagni tira su una tale quantità di pesci che per poco le reti non si rompono!
Dopo Gesù invita Pietro, suo fratello Andrea, e i loro amici Giacomo e Giovanni, a seguirlo.
I quattro accolgono il suo invito: lasciano la barca e le reti e lo seguono, per diventare
"pescatori di uomini". Pietro è irruente, appassionato, entusiasta!
Una persona capace di grandi slanci, ma ha anche delle debolezza: per esempio, si lascia vincere dalla paura.
Quando Gesù viene arrestato e si trova nel cortile del Sommo Sacerdote, Pietro nega di conoscere il suo Maestro per timore di essere condannato a morte anche lui.
Ma l'amore per Gesù è più forte della paura… poi, nella luce della Risurrezione, Simon Pietro ha la gioia di scoprire che Gesù non ha smesso di fidarsi di lui, al punto che gli affida tutti i discepoli e gli apostoli!
E da quel momento Pietro si dimostrerà più forte di tutte le sue paure, fino al punto da spingersi a Roma per continuare ad annunciare la Bella Notizia del Vangelo.
E proprio a Roma, questo testimone coraggioso, verrà messo a morte perché seguace di Gesù.
Anche Pietro morirà su una croce, proprio come il suo Maestro e Signore.
Anche lui cambia nome dopo l'incontro con Gesù:
prima si chiamava Saulo, ed era un fariseo, uno che aveva studiato la Legge, la Scrittura Sacra. Perciò si dà molto da fare per farne arrestare tanti.
Quando il diacono Stefano, il primo martire della storia della Chiesa, viene lapidato anche Saulo è presente, osserva la scena terribile, contento di vedere un cristiano morire! Vede una grande luce, così forte e luminosa che lo lascia a terra, tramortito e accecato.
Sente anche una voce, che lui non conosce: è la voce di Gesù che gli chiede:
"Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?" La voce gli ha detto che un uomo, di nome Anania, andrà a trovarlo e gli ridarà la vista.
Così avviene e Saulo si fa anche battezzare, diventando un seguace di Gesù! Sembra non stancarsi mai, quando si tratta di annunciare il Vangelo! Condannato a morte perché seguace di Gesù, viene decapitato, gli viene tagliata la testa con un colpo di spada. In questa giornata di festa vogliamo fermarci un istante per dire Grazie al Maestro e Signore, per il coraggio e la fede di tutti coloro che ci hanno preceduto.
Chiediamo allo Spirito Santo di accompagnarlo in questo servizio tanto importante.
Chiediamo al Padre Buono di sostenere chi spende la vita con generosità a servizio del Vangelo e dei fratelli.
Messaggio del 25 giugno 2008
27° Anniversario delle apparizioni di Medjugorie.
Cari figli, anche oggi con grande gioia nel mio cuore vi invito a seguirmi e ad ascoltare i miei messaggi.
Siate gioiosi portatori della pace e dell’amore in questo mondo senza pace. Io sono con voi e vi benedico tutti con mio Figlio Gesù Re della pace. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. Preghiera per gli esaminandi
A SAN GIUSEPPE DA COPERTINO Nella fatica dello studio e degli esami,
Estate 2008
Ti ringrazio, o Dio, l’estate Proteggi quanti per via, per mare e nei cieli
Novena al Preziosissimo Sangue di Gesù
22 giugno-30 giugno in preparazione al 1 luglio – SOLENNITA’ DEL PREZ.MO SANGUE e al MESE AL PREZIOSISSIMO SANGUE DI GESU’ (Luglio)
O Sangue Preziosissimo, sorgente di vita eterna, prezzo e motivo dell' universo, bagno sacro delle nostre anime, che difendi senza sosta la causa degli uomini presso il Trono della suprema Misericordia, io Ti adoro profondamente. XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
NON ABBIATE PAURA......................
Gesù, oggi, ci dice di non avere paura. Lo ripete molte volte durante questo brano: · "Non temete gli uomini..." · "Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo..." · "Non abbiate dunque timore, voi valete più di molti passeri!"
Ci dice invece di chi dobbiamo avere paura: "Temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l'anima e il corpo nella Geenna". chi non ha avuto paura da piccolo del buio, della casa immersa nel silenzio e quindi la paura di essere stato abbandonato...? Chi non prova paura davanti a un rumore improvviso? Ci sono in noi delle paure innate, delle paure causate da eventi particolari. Tutti conosciamo come reagisce il nostro fisico davanti alla paura: sbarriamo gli occhi, apriamo la bocca, aggrottiamo la fronte e ci irrigidiamo. Eh sì, davanti alla paura ci immobilizziamo, ci paralizziamo.
Ma che significato ha la paura? La paura appartiene all'uomo: al bambino, al ragazzo, all'adolescente, all'adulto maturo, al vecchio, al saggio, allo spavaldo e al timido. quali sono le nostre paure? Quali sono gli alibi della paura?
La paura si alimenta con il buio, ma basta accendere una luce e la paura scappa via. Due passeri si vendono per un soldo, eppure il Padre veglia su di loro. Molto di più vale ciascuno di noi: "A caro prezzo siamo stati comprati". Dinanzi a colui, il maligno, che vuole rubarci e il corpo e l'anima, invochiamo lo Spirito, invochiamo il nome di Gesù. Gesù stesso da ordine ai suoi angeli di custodirci in tutti i nostri passi.
San Luigi Gonzaga
Figlio del duca di Mantova, nato il 19 marzo del 1568, fin dall'infanzia il padre lo educò alle armi, tanto che a 5 anni già indossava una mini corazza ed un elmo e rischiò di rimanere schiacciato sparando un colpo con un cannone. Ma a 10 anni Luigi aveva deciso che la sua strada era un'altra: quella che attraverso l'umiltà, il voto di castità e una vita dedicata al prossimo l'avrebbe condotto a Dio. A 12 anni ricevette la prima comunione da san Carlo Borromeo, in visita a Brescia. Decise poi di entrare nella compagnia di Gesù e per riuscirci dovette sostenere due anni di lotte contro il padre. Libero ormai di seguire Cristo, rinunciò al titolo e all'eredità ed entrò nel Collegio romano dei gesuiti, dedicandosi agli umili e agli ammalati, distinguendosi soprattutto durante l'epidemia di peste che colpì Roma nel 1590. In quell'occasione, trasportando sulle spalle un moribondo, rimase contagiato e morì. Era il 1591, aveva solo 23 anni. ---------------------------------------------------------------------------
UN AUGURIO SPECIALE AL MIO PARROCO CHE NE PORTA IL NOME
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